nave fa carico Blue economy

Quante e quali tipologie di economia esistono e il modello della Blue Economy.

Nell’attuale panorama mondiale, ci troviamo di fronte a diversi modelli che riflettono la nostra interazione con l’ambiente circostante e le risorse naturali. Tra questi, funzionalmente alla relazione tra risorse/ambiente, spiccano le seguenti terminologie: la Red Economy, la Green Economy e la Blue Economy. Ognuno di questi modelli rimanda a una precisa filosofia nei confronti dello sviluppo economico e della sostenibilità ambientale.

La Red Economy rappresenta la diretta conseguenza del progresso industriale dello scorso secolo, in cui l’uso intensivo delle risorse ha ignorato le conseguenze che tale comportamento avrebbe avuto nei confronti delle generazioni future.

La Green Economy invece è il modello che pone al centro dell’attenzione la riduzione degli impatti ambientali e l’adozione di pratiche più sostenibili, come un utilizzo efficiente delle materie prime e l’adozione di tecnologie efficienti e a basse emissioni. Qui si introducono i concetti di circolarità e sostenibilità ambientale e sociale.

Infine, più recentemente, spicca il modello sviluppato dall’economista e imprenditore Gunter Pauli: la Blue Economy, in cui viene sottolineata l’importanza di un approccio olistico e innovativo alla gestione delle risorse. Questo modello va oltre il concetto di sostenibilità ambientale come riduzione degli impatti, ma focalizza l’attenzione sulla rigenerazione degli ecosistemi, in particolare marini e costieri. La Blue Economy si pone l’obiettivo di trasformare gli scarti e i rifiuti in risorse utili promuovendo la gestione integrata delle risorse oceaniche.

Ciò che distingue la Blue Economy dagli altri due modelli citati sopra è l’ispirazione dalla natura circostante, compiendo così il primo passo di un lungo percorso verso un approccio inclusivo, circolare e a zero emissioni.

Le applicazioni della Blue Economy.

Comprendiamo meglio questo approccio declinando otto punti principali che ne caratterizzano le peculiarità:

  • Sostenibilità ambientale: la Blue Economy mira a sviluppare l’ambiente parallelamente allo sviluppo tecnologico delle imprese e delle industrie produttive, favorendo la produzione e riducendo i costi; siano questi economici o in termini di risorse.
  • Pesca sostenibile: promuovendo la pesca responsabile si cerca di preservare le risorse ittiche, di prevenire danni ingenti all’ambiente marino proteggendone la biodiversità.
    Esempio:
    adozione di misure quali quote di pesca, dimensioni minime dei pesci da catturare e tecniche di pesca selettive per evitare il sovrasfruttamento delle risorse ittiche.
  • Turismo costiero: lo sviluppo del turismo sostenibile lungo le coste contribuisce all’economia locale perché crea occupazione e sensibilizza le comunità alla conservazione ambientale.
    Esempio:
    sviluppo di infrastrutture turistiche eco-sostenibili, promozione di tour che educhino i visitatori alla conservazione marina e all’implementazione di pratiche di gestione delle spiagge che proteggono gli habitat naturali.
  • Energia rinnovabile: sfruttare il potenziale energetico delle correnti marine, dell’energia delle onde e dell’energia termica delle importanti masse d’acqua al fine di produrre elettricità in modo sostenibile.
    Esempio:
    Utilizzo di tecnologie come le turbine mareomotrici per generare energia dalle correnti marine o l’installazione di impianti di energia delle onde lungo le coste.
  • Ricerca e tecnologia: investimenti a favore della ricerca scientifica al fine di comprendere meglio gli oceani, di monitorare l’ambiente marino e di sviluppare tecnologie che riducano l’impatto delle attività umane sui mari.
    Esempio:
    investimenti in droni e sensori oceanici per monitorare la salute degli oceani, raccogliere dati sulla temperatura e la qualità dell’acqua e di migliorare la comprensione scientifica del sistema marino.
  • Trasporto marittimo sostenibile: riduzione delle emissioni e adozione di tecnologie più pulite nell’industria del trasporto marittimo per mitigare l’inquinamento.
    Esempio:
    transizione verso navi alimentate a energia pulita, come navi ibride o a idrogeno, in grado di ridurre le emissioni nocive nel settore del trasporto marittimo.
  • Biorisanamento marino: utilizzo di organismi marini per ripulire gli inquinanti e migliorare la qualità dell’acqua.
    Esempio:
    utilizzo di cozze e ostriche per filtrare inquinanti dalle acque costiere, contribuendo al miglioramento della qualità dell’acqua
  • Cultura e istruzione: promuovere la consapevolezza e l’educazione riguardo la conservazione marina, incoraggiando comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente.
    Esempio:
    implementazione di programmi educativi nelle comunità costiere volti a promuovere la consapevolezza sulla conservazione marina e a incoraggiare comportamenti responsabili come la riduzione dell’uso della plastica e la partecipazione alle attività di pulizia delle spiagge.

I pro e i contro della Blue Economy.

Questo modello sostenibile porta con sé vantaggi e svantaggi, ecco perché è necessario bilanciare la promozione degli aspetti positivi con la continua ricerca per affrontare strategicamente le sfide che ne ostacolano la diffusione.
Ecco di seguito una serie di vantaggi associati all’adozione della Blue Economy:

  • genera nuove e molteplici opportunità di lavoro e di ricerca;
  • rappresenta un tipo di economia altamente rispettoso delle risorse naturali e locali, così come per le tradizioni e le culture dei diversi luoghi;
  • i prodotti creati dall’economia blu, a partire dalle risorse disponibili, sono più duraturi e nel completo rispetto dell’ambiente.

I contro dell’adozione della Blue Economy come modello son invece:

  • la forte contrapposizione all’economia di stampo tradizionale che tende alla globalizzazione e rappresenta un vincolo ancora importante;
  • la notevole difficoltà nel rintracciare delle motivazioni convincenti che riescano a garantire il coinvolgimento degli attori economici, soprattutto se si parla di multinazionali.

Navigando verso un futuro rigenerativo: gli ambiziosi obiettivi della Blue Economy.

L’obiettivo dell’economia blu non si limita ad investire di più nella tutela dell’ambiente, ma mira a innovare le tecnologie per produrre la risorsa -sia questa economica o materica- rimuovendo il concetto di rifiuto o di scarto. La Blue Economy riduce gli impatti sull’ambiente e si pone l’obiettivo di creare risorse da ciò che risorsa non è: un’economia che vede gli scarti delle lavorazioni industriali come risorse atte ad azzerare le emissioni di CO2 compensando ciò che è stato “investito” nel passato, favorire la crescita economica, sociale ed ambientale.

Il modello della Blue Economy, quindi, rappresenta un’opportunità per costruire un futuro in cui lo sviluppo venga sì perseguito dai vari stakeholder, salvaguardando gli ecosistemi che ci circondano.

Giorgio Brinch
Project Manager